Per le Edizioni Colibrì è stato pubblicato CANTARE LA PIAZZA. Differenze e Analogie nelle Politiche dei Cantastorie, volume curato dall’Associazione Culturale ‘Pietro Gori’ e dall’Associazione Culturale Il Cantastorie Online di Milano.
Il frizzante saggio introduttivo di Pardo Fornaciari, cantastorie in ritardo, ci fa scoprire la tradizione della poesia improvvisata in ottava rima e del canto a braccio in genere che ancora sopravvive in poche zone dello stivale. Sono presenti in questa pubblicazione importanti saggi di autori che affrontano diversi temi e aspetti
sulla figura del cantastorie Gian Paolo Borghi è autore di circa 600 contributi scientifici e da diversi anni si dedica allo studio etno-storico ed etno-antropologico oltre che alla storia contemporanea. Qui il suo saggio: Dal dopoguerra agli anni dell’urbanizzazione: il mondo rurale nei contrasti dei cantastorie emiliani e romagnoli. Mauro Geraci è professore ordinario di Etnologia presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina. Cantastorie lui stesso, su questo tema ha scritto molto e leggerete con interesse Le Voci e le Storie.
Saperi, progetti e compiti dei cantastorie, dal Sud, da ieri a oggi, dai “Veri” agli “Ultimi”. Tiziana Oppizzi, cantastorie ella stessa, si interessa di cultura e musica popolare, già collaboratrice e redattrice delle riviste ”FB FolkBulletin” e “Il Cantastorie” è attiva in alcuni cori. Qui ci racconta di Storie di cantastorie.
Esperienze, lotte, resistenze nei racconti e nei fogli volanti. Fondatrice dell’Associazione Culturale ‘Il Cantastorie on line’, assieme a Claudio Piccoli, anch’egli interessato alla cultura e alla musica popolare, che qui interviene col saggio Tradizione e Modernità del Cantastorie: Differenze e similitudini. Franco
Schirone, libero ricercatore su tematiche anarchiche, autore di diversi lavori, ci introduce in Storie, Ballate e Fogli Volanti: il Canto Anarchico e i Cantastorie, un saggio corredato da illustrazioni relative a fogli volanti e testi dalla Comune di Parigi (1871) ai nostri giorni.



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