Negli ultimi anni la nostra biblioteca digitale è cresciuta: nei materiali, negli ambiti di ricerca, nelle relazioni costruite nel tempo. È cresciuta soprattutto come strumento politico e culturale, pensato per favorire l’accesso, lo studio e la circolazione del sapere libertario.

Questa crescita ci ha portato a una scelta chiara: superare la dimensione del sito isolato ed entrare in una rete cooperativa più ampia.

Da qui la decisione di integrare la Biblioteca Digitale Libertaria “Donato Romito” nel catalogo collettivo della Rete delle Biblioteche Anarchiche e Libertarie (RebAl).

Non si tratta di un passaggio tecnico, ma di una scelta politica e culturale.

Cos’è RebAl

RebAl è una rete di collaborazione tra biblioteche, archivi e centri di documentazione specializzati nella storia, nelle teorie e nelle culture dei movimenti anarchici e libertari.

Il suo obiettivo è facilitare l’accesso pubblico al patrimonio culturale libertario, nella convinzione che la libera circolazione del sapere sia parte integrante dei processi di trasformazione sociale e delle pratiche antiautoritarie.

Il cuore del progetto è un catalogo collettivo che permette di interrogare, attraverso un’unica maschera di ricerca, i cataloghi delle biblioteche aderenti. Non un archivio centralizzato, ma una rete di OPAC autonomi che dialogano tra loro grazie all’uso di software libero.

Il catalogo è accessibile all’indirizzo: ola.bida.im

Una rete, non un contenitore

Un elemento per noi decisivo è il rispetto dell’autonomia di ogni biblioteca aderente. Entrare in RebAl non significa rinunciare alla propria identità, ma scegliere la cooperazione al posto dell’isolamento.

Ogni centro mantiene la gestione del proprio patrimonio, le proprie scelte catalografiche, la propria identità politica e culturale e la possibilità di essere consultato anche tramite altri canali.

Perché questa scelta oggi

La forma del sito autonomo è stata utile e necessaria in una fase iniziale. Oggi però mostra limiti evidenti: isolamento, minore visibilità, difficoltà di integrazione con altri archivi affini, dispersione delle energie.

La rete RebAl offre invece maggiore accessibilità ai materiali, integrazione con altri fondi libertari, condivisione di competenze tecniche e catalografiche e una prospettiva di crescita comune.

In sintesi: meno frammentazione, più forza collettiva.

Una rete viva e cooperativa

Al catalogo collettivo RebAl aderiscono oggi numerose biblioteche e archivi libertari, diversi tra loro ma uniti dall’idea che il sapere non debba restare chiuso, bensì circolare, essere usato, discusso, rimesso in gioco.

La gestione della rete è volontaria e cooperativa, sostenuta da una quota annuale destinata esclusivamente a coprire le spese vive di mantenimento tecnico. Nessuna logica proprietaria, nessuna delega a piattaforme commerciali.

Cosa cambia (e cosa no)

Cosa cambia

  • il nostro catalogo entra in una rete più ampia
  • il materiali sono più facilmente rintracciabili
  • il la biblioteca dialoga con altri archivi libertari

Cosa non cambia

  • l’autonomia della Biblioteca Donato Romito
  • l’impostazione politica del progetto
  • l’idea di biblioteca come bene comune

Una scelta coerente

Entrare in RebAl è un passo coerente con ciò che abbiamo sempre provato a fare: costruire strumenti condivisi, liberi, durevoli, capaci di essere attraversati da chi studia, ricerca, milita o semplicemente vuole capire.

Invitiamo compagne e compagni, ricercatrici e ricercatori, lettrici e lettori a utilizzare il catalogo RebAl e a farlo conoscere. Le biblioteche libertarie non sono archivi morti: sono luoghi vivi di memoria, critica e immaginazione. Non esistate a mettervi in contatto con noi.


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