Una rassegna di voci dal Sud, tra vita, conflitto e libertà
Nel mese di gennaio 2026, la Casa del Popolo di Bari ospita la prima edizione di Poesia Proletaria Pugliese, una rassegna di incontri che rimette al centro la parola poetica come esperienza viva, condivisa, attraversata dalla storia e dal conflitto sociale.
Non una poesia da salotto né un esercizio autoreferenziale, ma una poesia che nasce dalla vita quotidiana, dal lavoro, dalla memoria, dalle ferite e dalle contraddizioni di una terra – il Sud – che continua a interrogare il mondo intero.
Una poesia che non chiede patenti accademiche, ma ascolto.
Il progetto si muove in controtendenza rispetto alla riduzione della poesia a pratica elitaria o puramente estetica. Qui il verso torna a essere gesto umano e politico, strumento di relazione, possibilità di resistenza. Non a caso, il titolo della rassegna è anche un omaggio a Pier Paolo Pasolini, alla sua idea di parola incarnata, scomoda, capace di attraversare i margini.
Gli appuntamenti
Tutti gli incontri si tengono alle ore 18:30 presso la Casa del Popolo di Bari.
9 gennaio
È stato per caos – Maria Pia Latorre
Sciscke Scarabocchi – Vincenzo Mastropirro
Due raccolte che, con linguaggi diversi, interrogano l’identità, il disorientamento contemporaneo e il valore delle radici, anche linguistiche, come forma di resistenza all’omologazione.
16 gennaio
Navi di montagna – Antonio Rotondo
Un viaggio poetico tra memoria, lavoro, guerra, natura ferita e speranza. Una poesia che tiene insieme lirismo e denuncia, senza compiacimenti.
23 gennaio
Dall’altra parte di una cicatrice – Lucia Cupertino
La cicatrice come frontiera: geografica, intima, linguistica. Una scrittura che attraversa confini, guerre, migrazioni e responsabilità collettive, senza rinunciare alla speranza.
30 gennaio
L’indole del tarlo – Luca Crastolla
Un Sud vissuto come luogo fisico e interiore, tra sentimento e risentimento, ferite e bellezza. Una lingua che si prende il rischio di rompere le forme, contro ogni lettura stereotipata.
Perché poesia proletaria
Parlare di poesia proletaria oggi non significa nostalgia o esercizio identitario. Significa affermare che la parola non è neutra, che nasce sempre in un contesto materiale e umano, che può ancora dire qualcosa sul nostro tempo.
In un’epoca di consumo rapido e comunicazione impoverita, questa rassegna prova a restituire tempo, ascolto e profondità.
Perché la poesia, quando non è addomesticata, resta uno dei luoghi in cui è ancora possibile immaginare un mondo diverso.



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